Antica Farmacia Peer

Un liberale in una città vescovile

wpe89.jpg (9946 Byte)Ignaz Peer, terzo discendende della famiglia Peer, gestì la farmacia civica dalla morte di suo padre Ignaz, avvenuta nell’anno 1866, fino al 1905, quando subentrò il figlio Friedrich.

In questi decenni Bressanone fu caratterizzata da violenti contrasti fra i clerico-conservatori ed i liberali. L’introduzione di leggi più liberali, come il passaggio della giurisdizione matrimoniale dalla Chiesa allo Stato e il controllo statale della scuola al posto di quello ecclesiastico, animò i pochi liberali della città vescovile che con successo entrarono a far parte anche del consiglio comunale. Naturalmente la maggioranza era dalla parte dei cattolici-conservatori, e tutte le minoranze ebbero vita difficile.

Ignaz Peer era il fulcro di un piccolo gruppo di uomini che, grazie al loro talento organizzativo e la loro abilità oratoria contrastarono in maniera rilevante la maggioranza cattolico-conservatrice. Sostenere tali principi in un ambiente come quello della città vescovile di Bressanone non poteva rimanere senza conseguenze, che per Ignaz Peer si fecero sentire dapprima già nella sfera privata. La sua intenzione di sposare Therese Mayr di dodici anni più giovane di lui, figlia del defunto proprietario dell’albergo Elefante, per poco non fallì a causa dell’opposizione del di lei tutore Franz Ostheimer, che già per la sua professione di candelaio era particolarmente vicino alla gerarchia ecclesiastica locale, ed essendo inoltre borgomastro della città, godeva di molta influenza.

Tale matrimonio gli portò notevoli vantaggi sia di carattere finanziario che in fatto di stima e prestigio. Ben presto l’alleanza fra la farmacia civica e l’"Elefante" si estese dalla sfera privata anche a quella politica comunale. Con il carinziano Hans Heiss, che in seguito al matrimonio divenne proprietario dell’"Elefante" giungeva a Bressanone un uomo di idee politiche affini a quelle di Peer, rafforzando così il piccolo, ma battagliero circolo dei "costituzionalisti". Di questo gruppo facevano parte anche il mastro tintore Schwaighofer, il commerciante Seidner e gli avvocati Krapf, Planer e Desaler.

Il loro programma era assai semplice: essi volevano incrementare l’economia mediante opportune misure di sviluppo della città. Il rifiorire dell’economia cittadina tanto a lungo trascurata, aprendo nuovi campi di azione alle iniziative individuali dei concittadini, avrebbe creato le condizioni indispensabili per una maggiore libertà anche in campo culturale. I loro successi in campo politico furono tuttavia di breve durata, dato che il crollo della borsa avvenuto nel 1873 pose fine alla crescita dell’economia. Tuttavia essi contribuirono tramite la costituzione di numerose associazioni all’espressione e alla diffusione di concetti liberali. Fra le tante associazioni ricordiamo il coro maschile "Männergesangesverein", l’associazione ginnico-sportiva, quella alpinistica ed i Vigili del Fuoco. In un clima di gaiezza ed allegria crebbero idee di libertà ed indipendenza, che indussero i conservatori a fondare a loro volta associazioni concorrenti, ad es. l’"Österreichischer Touristenclub".

A causa della sua attività politica gli affari per il farmacista civico andavano meno bene. Le sue idee liberali gli alienarono molti clienti, che passarono alla farmacia di corte di Leonhard Staub, il quale, dopo una breve fase liberale, si schierò dalla parte dei conservatori. I Brissinesi caratterizzarono i loro farmacisti con la seguente battuta:

"Il farmacista civico sacrifica i suoi affari agli ideali,
il farmacista di corte i suoi ideali agli affari."

 

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